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27 Marzo 2025 0

Oltre il 75% delle vetture è stato immatricolato prima del 2018.

Il parco auto italiano continua a mostrare segnali di arretratezza rispetto ad altri mercati europei. Secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec (risalente a fine 2024) su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, solo il 24,8% delle vetture in circolazione è stato immatricolato negli ultimi cinque anni. Di conseguenza, il restante 75,2% è composto da auto immatricolate prima del 2018, evidenziando un’età media elevata del parco circolante.

Italia indietro rispetto ad altri mercati europei

Analizzando i principali mercati automobilistici dell’Unione Europea e del Regno Unito, emerge che il Belgio è il Paese con la maggiore quota di veicoli di recente immatricolazione: il 35,5% del totale. Seguono la Germania (32,2%), i Paesi Bassi (29,2%) e la Francia (25%), che si posiziona leggermente sopra il dato italiano.

Nonostante la percentuale italiana sia superiore a quella del Regno Unito (19,5%), della Repubblica Ceca (19%) e della Spagna (17,7%), l’età media delle vetture in Italia si attesta a 12,5 anni, una delle più alte in Europa. Un dato significativamente superiore a quello di Francia (11 anni), Germania (10,1 anni) e Regno Unito (8,6 anni).

Manutenzione essenziale per un parco auto obsoleto

L’età avanzata del parco auto in circolazione ha ripercussioni negative sia sull’ambiente che sulla sicurezza stradale. Di conseguenza, in Italia è ancora più necessario rispetto ad altri Paesi garantire una manutenzione costante ed efficiente dei veicoli.

Fonte: Autopromotec

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20 Marzo 2025 0

Post-vendita nell’acquisto di un’auto: Cosa pensano gli italiani

Il servizio di post-vendita è un fattore fondamentale nell’acquisto di un’auto? Gli italiani si rivolgono maggiormente alle officine ufficiali o preferiscono i meccanici indipendenti? E quali brand risultano più affidabili per l’assistenza post-vendita? Sono queste le domande a cui ha cercato di rispondere una nuova indagine istantanea, intitolata “Il valore del post-vendita”, condotta da Areté, una società leader nella consulenza strategica, nel mese di febbraio.

I risultati principali dell’indagine

Dai risultati dell’indagine emerge che più di 6 intervistati su 10 possiedono un’auto da oltre 3 anni, acquistata principalmente in base al rapporto qualità/prezzo (indicato dal 56% del campione) e alla qualità del veicolo (per il 25%). Il 41% dei rispondenti non prevede l’acquisto di una nuova vettura nei prossimi due anni.

L’importanza del servizio post-vendita per gli automobilisti

Quando è stato chiesto quanto sia importante, su una scala da 0 a 5, il servizio di post-vendita, la media delle risposte ha raggiunto un punteggio elevato di 4,3, evidenziando così l’importanza di una gestione corretta dell’auto dopo l’acquisto per garantirne la longevità e il mantenimento delle prestazioni.

Tagliandi e assistenza tecnica: la rete ufficiale vs meccanici indipendenti

In dettaglio, quasi tutti i rispondenti (97%) concordano sul fatto che il tagliando alle scadenze prestabilite sia essenziale per il buon funzionamento dell’auto, ma solo il 59% degli italiani si affida ai concessionari autorizzati per eseguire tale operazione. Inoltre, solo il 46% si rivolge alla rete ufficiale in caso di guasto tecnico.

Ma come valutano le officine? La maggior parte degli intervistati (quasi il 90%) si dichiara soddisfatta sia dei tempi per fissare un appuntamento che per quelli necessari per effettuare il tagliando. Solo il 39% del campione, però, resta in officina ad attendere la riconsegna del veicolo.

I fattori che influenzano la scelta tra rete ufficiale e meccanici indipendenti

I clienti fedeli alla rete autorizzata rimangono tali principalmente per la maggiore affidabilità delle officine ufficiali. Al contrario, coloro che scelgono meccanici al di fuori della rete ufficiale lo fanno principalmente per motivi economici, come indicato dal 47% degli intervistati.

I brand più affidabili per i servizi di post-vendita

Infine, in merito ai brand più affidabili nel post-vendita, gli italiani non nutrono dubbi: i marchi tedeschi e le officine FIAT sono i più apprezzati.

Fonte: Analisi Aretè

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13 Marzo 2025 0

IMMATRICOLATE 137.922 UNITA’

Continua la flessione del mercato autovetture italiano: nel mese di febbraio le immatricolazioni si sono attestate a 137.922 unità, quasi 9.300 vetture in meno rispetto alle 147.170 di febbraio 2024 (un calo del 6,3%), che aveva però un giorno lavorativo in più.

Il primo bimestre dell’anno si chiude quindi con 271.638 immatricolazioni, in calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un pesante -21,0% rispetto al 2019.

I PRIVATI PERDONO 2,8 PUNTI

L’analisi della struttura del mercato del mese, sotto il profilo degli utilizzatori, evidenzia una flessione dei privati che li porta a perdere 2,8 punti di quota, al 54,3% del totale (58,6% nel bimestre, -0,5 p.p.). Anche le autoimmatricolazioni cedono in volume e in quota all’8,9% nel mese (-0,3 p.p.) e all’8,6% nel cumulato, in linea con febbraio 2024. Recupera il noleggio a lungo termine che a febbraio guadagna 3,8 punti, al 24,0% di quota (22,0% nel cumulato, +1,3 p.p.), per la forte accelerazione delle Captive, a fronte di un calo delle società Top. Il noleggio a breve termine cede oltre il 17% delle immatricolazioni e scende nel mese al 7,1% del totale (-0,9 p.p.); nel 1° bimestre si porta al 5,2% (-0,9 p.p.). Le società recuperano 0,1 punti di quota nel mese, al 5,7%, e rimangono stabili nel cumulato al 5,6%.

IL DIESEL SI FERMA AL 9,7%

Tra le alimentazioni, in febbraio il motore a benzina cede 4,6 punti, al 26,3% (26,6% nel bimestre, -4,0 p.p.). Il diesel perde altri 5,1 punti e si ferma nel mese al 9,7% di share (9,6% in gennaio-febbraio, -5,7 p.p.), mentre il Gpl – seppur in calo in volume – recupera 0,2 punti, portandosi al 9,9% nel mese e al 10,0% nel cumulato (-0,3 p.p.); il metano non immatricola autovetture nel mese e nel bimestre. Le vetture ibride salgono al 44,6% di share nel mese (+6,8 p.p.) e al 44,8% nel cumulato (+6,9 p.p.), con un 12,5% per le “full” hybrid e 32,1% per le “mild” hybrid in febbraio. Come anticipato, le auto BEV nel mese confermano la quota di gennaio e si portano al 5,0% del totale (+1,6 p.p. e al 5,0% in gennaio-febbraio, +2,3 p.p.), mentre le PHEV salgono al 4,5% (+1,3 p.p. e al 4,1% nel bimestre, +1,1 p.p.).

NEL SEGMENTO “b” FLETTONO LE BERLINE

L’analisi della segmentazione mostra in febbraio una flessione delle berline e dei Suv del segmento A, rispettivamente al 10,4% e 1,8% del totale mercato. Anche nel segmento B flettono le berline (al 17,4%), mentre crescono i Suv, al 32,6% di share. Nel segmento delle medie (C) crescono sia le berline, al 5,0%, che i Suv, al 19,4% di quota. In febbraio rimangono stabili le berline del segmento D, allo 0,9% e i Suv cedono un decimale al 5,7% di share. Nell’alto di gamma, nonostante andamenti differenziati in volume, confermano la quota le berline (allo 0,2%) ed i Suv, all’1,4%. Infine, le station wagon rappresentano il 2,4% del totale, gli MPV il 2,2% e le sportive lo 0,7%.

IL NORD-EST MANTIENE LA LEADERSHIP

Sul fronte delle aree geografiche, in febbraio il Nord Ovest conferma il secondo posto pur salendo di 0,9 punti, al 29,0% (28,8% nei 2 mesi). Il Nord Est riesce a mantenere la leadership, anche se in perdita di quasi 4 punti di quota, al 29,4% di share (29,1% nel cumulato), grazie al contributo del noleggio, senza il quale scenderebbe di oltre 6 punti, al 23,3%. Il Centro Italia guadagna 4,1 punti, al 27,1% (26,6% in gennaio-febbraio), l’area meridionale scende al 9,6% e le Isole al 4,8% (rispettivamente 10,3% e 5,3% nel cumulato).

EMISSIONI

Le emissioni medie di COdelle nuove immatricolazioni in febbraio cedono il 4,1% a 115,2 g/Km; 116,1 g/Km nel bimestre (-4,4%).

L’analisi delle immatricolazioni di febbraio per fascia di COriflette l’andamento nel mese di auto BEV e PHEV: la fascia 0-20 g/Km rappresenta il 7,4% del mercato, il 2,0% la fascia 21-60 g/Km (rispettivamente 7,1% e 2,0% nel cumulato). La fascia 61-135 g/Km rappresenta il 67,9% (68,1% nel cumulato), mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si porta al 18,7% e quella della fascia oltre i 190 g/Km all’1,9% (rispettivamente 19,0% e 2,0% nel 1° bimestre).

Fonte: unrae.it

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7 Marzo 2025 0

Cos’è e come funziona il SERMI? Una guida completa per gli autoriparatori

Lo schema SERMI (Forum for Access to Security-Related Vehicle Repair and Maintenance Information) è stato adottato nel 2021 dalla Commissione Europea per gestire l’accesso ai dati relativi alla sicurezza dei veicoli. Inizialmente previsto per l’agosto 2023, è stato attivato in Italia il 1° febbraio 2025.

Cos’è il SERMI?

Il SERMI è uno schema che permette agli Operatori Indipendenti (IO) di accedere ai dati relativi alla sicurezza dei veicoli in modo anonimo e non discriminatorio, attraverso strumenti e software conformi allo standard tecnico ISO 18541. Questo sistema è progettato per garantire che gli operatori indipendenti possano operare in regime di concorrenza, come previsto dai Regolamenti Euro 5/6 (715/2007 e 692/2008).

Come funziona il SERMI?

  1. Certificazione dell’Operatore Indipendente (IO): L’IO deve richiedere e ottenere una certificazione da un Conformity Assessment Body (CAB) riconosciuto dall’ente di Accreditamento preposto (Accredia in Italia).
  2. Certificato Digitale: Una volta ottenuta la certificazione, un Trust Center selezionato dall’associazione SERMI emetterà un certificato digitale. Questo certificato è necessario per accedere ai dati tramite la piattaforma del costruttore del veicolo.
  3. Supervisione: L’associazione SERMI, composta da rappresentanti dell’aftermarket indipendente e dai costruttori di autoveicoli, supervisiona il processo, seleziona il Trust Centre e assicura che le procedure siano adeguate alle necessità operative. Tra gli indipendenti, partecipano come osservatori tecnici AIRC, CECRA, FIA, FIGIEFA ed EGEA.
  4. Validità e Verifiche: La certificazione rilasciata dal CAB ha una validità di 5 anni e si applica sia alle aziende che al personale dell’IO. Sono previste ispezioni periodiche per verificare il mantenimento dei requisiti, pena la cessazione dell’accreditamento.
  5. Fornitori di Servizi Remoti (RSS): Anche i fornitori di servizi remoti che desiderano operare con informazioni di sicurezza devono ottenere la certificazione presso un CAB accreditato, così come i loro dipendenti.

Implementazione e Accesso ai Dati

A partire dal 1° febbraio 2025, solo gli operatori aftermarket certificati dai CAB abilitati potranno accedere ai dati relativi alla sicurezza del veicolo, come quelli relativi all’antifurto. Le normali operazioni di riparazione o manutenzione non sono interessate da questa novità.

Attualmente, i CAB abilitati sono RINA, KIWA e DEKRA. L’elenco ufficiale e aggiornato dei CAB è disponibile sul portale SERMI.

Importanza del SERMI

Il SERMI è fondamentale per permettere ai riparatori indipendenti di continuare a operare su determinati elementi di sicurezza del veicolo. Inizialmente, l’implementazione riguarda un gruppo limitato di dati sensibili, ma si prevede che possa garantire un accesso indiscriminato e concorrenziale a tali dati, senza compromettere la sicurezza dei veicoli e degli automobilisti.

Se lo schema SERMI dimostrasse la sua efficacia, potrebbe essere esteso per gestire l’accesso a tutti i dati tecnici dei veicoli. Considerando l’invecchiamento del parco veicolare in Italia, il settore della riparazione e manutenzione assumerà un’importanza crescente. Garantire un accesso equo, sicuro e libero da interferenze ai dati tecnici sarà cruciale per la libertà del mercato dell’autoriparazione e per proteggere gli interessi degli utenti finali.

Fonte: Autopromotec

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24 Febbraio 2025 0

L’anno si apre in flessione

Il 2025 si apre con un mercato dell’auto nuovamente in flessione. A gennaio, con un giorno lavorativo in meno, sono state immatricolate 133.692 autovetture, oltre 8.300 unità perse (- 5,9%) rispetto alle 142.010 di gennaio 2024.

I privati guadagnano 1,9 punti

L’analisi della struttura del mercato del mese, sotto il profilo degli utilizzatori evidenzia per i privati una flessione inferiore al mercato complessivo, che consente di guadagnare 1,9 punti e salire al 63,0% di share. In gennaio le autoimmatricolazioni si portano all’8,3% del totale (+0,4 p.p.). Il noleggio a lungo termine prosegue la scia di flessioni a doppia cifra, scendendo al 19,7% di quota (-1,6 punti), per una forte flessione delle Top, a fronte di un’ottima dinamica di crescita delle Captive. Anche il noleggio a breve termine segna una sostenuta contrazione, perdendo 0,8 punti di quota e fermandosi al 3,3%. Le società sono caratterizzate da una flessione in linea con il mercato e confermano il 5,6% del totale.

Crescono le elettrificate

Tra le alimentazioni, flettono i motori tradizionali e crescono le elettrificate: il motore a benzina archivia il mese di gennaio in calo di 3,3 punti, al 26,9% di quota, mentre il diesel perde il 45% dei volumi, scendendo al 9,3% di share (-6,5 p.p.). Il Gpl nel mese si ferma al 10,2% di share (-0,7 p.p.), mentre il metano esce di scena e non immatricola vetture. Le auto ibride salgono di ben 7 punti, arrivando al 45,0% delle preferenze, con un 11,5% per le “full” hybrid e 33,5% per le “mild” hybrid. Come anticipato, le auto BEV si portano al 5,0% nel mese, mezzo punto in meno di quanto consuntivato a dicembre, ma in crescita rispetto al 2,1% di gennaio 2024, penalizzato dall’attesa incentivi. Le plug-in si fermano al 3,6% del totale mercato, rispetto al 2,8% del corrispondente mese 2024. Nel complesso le ECV coprono l’8,6% delle preferenze.

Segmentazione

L’analisi della segmentazione mostra in gennaio un incremento delle berline e, in particolare, dei Suv del segmento A, rispettivamente al 12,2% e 2,4% di share. In flessione il segmento B, soprattutto per le berline, che scendono al 17,6% del totale, mentre i Suv salgono al 30,9%. Nel segmento delle medie (C) sia le berline che i Suv recuperano quattro decimi di punto, portandosi rispettivamente al 4,6% e al 18,2% di quota. Lieve recupero per le berline (allo 0,6% di quota) e i Suv del segmento D (al 6,1% del totale). Ottimo andamento per l’alto di gamma, con le berline allo 0,2% di quota e i Suv all’1,6%. Infine le station wagon rappresentano il 2,6% del totale, gli MPV il 2,1% e le sportive lo 0,8%.

Il centro Italia rappresenta il 26% del mercato

Dal punto di vista delle aree geografiche nel mese il Nord Est perde 2 punti e scende a rappresentare il 28,7% delle immatricolazioni (grazie comunque al noleggio, senza il quale perderebbe 5,7 punti), a pari merito al primo posto con il Nord Ovest, che conferma la quota di gennaio 2024. Il Centro Italia sale a rappresentare il 26% delle immatricolazioni totali (+1,1 punti), Sud e Isole salgono in quota, rispettivamente all’11,0% e 5,7%.

Emissioni

Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni in gennaio calano del 4,9% a 116,9 g/Km rispetto a 122,9 g/Km di gennaio 2024.

L’analisi delle immatricolazioni di gennaio per fascia di CO2 riflette l’andamento nel mese di auto BEV e PHEV: la fascia 0-20 g/Km rappresenta il 6,6% del mercato, l’1,9% è coperto dalla 21-60 g/Km. La fascia 61-135 g/Km rappresenta il 68,2%, mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si porta al 19,3% e quella della fascia oltre i 190 g/Km al 2,1%

Fonte: unrae.it

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24 Gennaio 2025 0

DICEMBRE CHIUDE CON UNA FLESSIONE DEL 4,9%

Nonostante due giorni lavorativi in più, il mese di dicembre si ferma a 105.715 vetture immatricolate, in flessione del 4,9% rispetto alle 111.201 unità dello stesso mese del 2023.

Con 1.558.704 immatricolazioni, un dato inferiore alle aspettative, l’anno 2024 segna quindi una flessione dello 0,5% rispetto alle 1.566.521 unità del 2023, rimanendo significativamente al di sotto dei livelli pre-pandemia: oltre 358.000 unità in meno (-18,7%) rispetto al 2019.

LIEVE CALO DEI PRIVATI

L’analisi della struttura del mercato del mese, sotto il profilo degli utilizzatori evidenzia per i privati un lievissimo calo dei volumi, salendo di 3 punti al 59,7% di share; nel 2024 chiudono al 58,0% di quota (+2,5 p.p.). Flettono le autoimmatricolazioni nell’ultimo mese dell’anno, all’11,0% di share (-0,8 p.p.), mentre recuperano 1,1 punti nell’intero 2024, all’11,3% del totale. Il noleggio a lungo termine flette ulteriormente nel mese (19,4% di quota, -2,3 p.p.) e archivia il 2024 in calo di 4,4 punti, al 19,9% di quota, per una sostenuta flessione a doppia cifra delle società Top, a fronte comunque di un calo delle Captive. Seppur in riduzione in dicembre, il noleggio a breve termine sale al 5,0% nell’intero 2024 (rispetto al 4,0% del 2023). Le società sono l’unico canale di vendita in lieve incremento nel mese, ma si posizionano al 5,8% nei 12 mesi del 2024, cedendo 0,2 punti rispetto all’anno precedente (7,5% in dicembre, +0,4 p.p.).

leggero aumento del benzina nell’anno

Tra le alimentazioni, il motore a benzina archivia il 2024 in lieve crescita in volume e in quota: 29,0% di share (+0,8 punti), mentre nel mese di dicembre segna un calo delle immatricolazioni e scende al 28,1% del totale (-1,9 p.p.). Il diesel retrocede al 13,9% di quota nell’intero 2024 (-3,9 p.p.), con un dicembre in calo di 2,5 punti al 13,1%. Il Gpl chiude il 2024 al 9,4% (+0,3 p.p.), 9,2% in dicembre (+0,1 p.p.). Le ibride nell’intero anno guadagnano 4 punti e archiviano il 2024 al 40,2% di share (40,7% in dicembre), con un 11,8% per le “full” hybrid e 28,4% per le “mild” hybrid. Le auto BEV, come anticipato, chiudono l’anno 2024 al 4,2% di share, come nel 2023 (5,5% nel solo dicembre), le PHEV retrocedono al 3,3% rispetto ad un anno fa (-1,1 p.p., 3,4% in dicembre).

segmentazione

L’analisi della segmentazione mostra nell’intero 2024 una flessione delle berline del segmento A, a fronte di una crescita dei SUV, rispettivamente al 9,7% e 2,2% di share. Un aumento interessa il segmento B, con le berline al 20,7% e i Suv al 28,0%. Nel segmento delle medie (C) calano sia le berline, che si fermano al 4,6% di quota, sia i Suv al 19,4%. Stabili in quota le berline del segmento D, all’1,0%, in calo i Suv al 6,2% del totale. Buona crescita per le berline e i Suv nell’alto di gamma, rispettivamente allo 0,2% e 1,6% di quota. Infine, le station wagon rappresentano il 3,5% del totale, gli MPV il 2,1% e le sportive lo 0,7%.

nord-est al 1° posto nel 2024

Sul fronte delle aree geografiche nel 2024 il Nord Est conferma la prima posizione con una quota in crescita al 31,3%, grazie al noleggio, senza il quale perderebbe 8,7 punti. Il Nord Ovest scende al 28,5% del totale (-1,4 punti); il Centro Italia sale a rappresentare il 24,3% delle immatricolazioni totali (+0,1 punti), il Sud il 10,7% (+0,4 p.p.) e le Isole il 5,2% (+0,3 p.p.).

EMISSIONI

Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni in dicembre crescono dello 0,3% a 117,7 g/Km; ma in calo dello 0,3% nel totale anno, a 119,1 g/Km.

L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 riflette l’andamento nell’anno 2024 di auto BEV e PHEV: la fascia 0-20 g/Km rappresenta il 5,0% del mercato, il 2,4% la fascia 21-60 g/Km (rispettivamente 6,8% e 2,0% in dicembre). La fascia 61-135 g/Km rappresenta il 66,7% (63,6% in dicembre), mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si porta al 21,7% e quella della fascia oltre i 190 g/Km al 2,0% (rispettivamente 22,6% e 2,2% nel mese di dicembre).

Fonte: unrae.it

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